Naming da Incubo

Dal caffè depresso, al tè che stimola la diuresi fino al carrello "ventoso", il naming scelto per un prodotto può essere la ragione del suo successo o la causa del suo fallimento.

Il naming è un lungo ed elaborato processo creativo finalizzato alla selezione del nome migliore, in grado di garantire la riuscita commerciale di prodotti e servizi. Un processo che, come vedremo, non sempre dà i risultati sperati ed in alcuni casi si rivela esilarante, complici anche i molteplici significati che una stessa parola può assumere nei diversi Paesi del mondo.

Estée Lauder, multinazionale di cosmesi, ha commercializzato anche in Germania un fondotinta dal romantico nome inglese Country Mist, nebbiolina di campagna, senza sapere (speriamo) che Mist, nel Paese tedesco, significa letame

 

Country Mist e Inkulator, collage per Naming da Incubo

 

Un flop ancor più macroscopico quello dell'app per tablet, realizzata nientepopodimeno che dal colosso americano Microsoft, il cui nome nasce dalla contrazione delle parole ink (inchiostro) e calculator (calcolatrice), il risultato finale parla da solo: ecco a voi Inkulator. Numerose naturalmente le lamentele ricevute, soprattutto se si considera che il prodotto era destinato ai bambini. L'azienda di Redmond si è scusata ed ha immediatamente cambiato il nome in Kanakku.

I cittadini degli U.S.A, dopo che Apple nel 2010 ha battezzato iPad il suo nuovo tablet, non hanno potuto fare a meno di ironizzare sulla parola pad, che in inglese significa assorbente igienico.

Non ha goduto di migliore accoglienza Laputa, disinibita automobile dell'azienda giapponese Mazda, il cui nome è stato ispirato dal romanzo di J. Swift, I viaggi di Gulliver, ma che nei paesi ispanici, come noto, assume tutt'altro significato. 

 

Laputa e iPad ironizzati su Naming da Incubo

 

Tra i numerosi prodotti Ikea è stato scovato un carrellino dal nome leggermente equivoco: Fartfull, il carrello pieno d'aria. Senza dubbio un nome che avrà fatto storcere il naso agli anglofoni.

 

Fatfull per Naming da Incubo

 

Alcuni prodotti tipici dei luoghi d'origine sono risultati alquanto comici agli occhi dei turisti che se li sono trovati davanti sugli scaffali del supermercato.

È il caso di Urinal, la tisana rumena i cui effetti non sono di certo un mistero per il consumatore; Deeppresso, una marca di caffè giapponese che di sicuro metterà allegria; dal Ghana arrivano invece gli ingredienti perfetti per una cena gourmet: Shitto, una salsa che preferiremmo non assaggiare e la Pee cola, un'accoppiata perfetta.

 

 

Deeppresso, Naming da Incubo

Shitto, su Naming da Incubo

Pee Cola, dal Ghana su Naming da Incubo